Staffetta Io Corro per Giulio 2026
Due giorni in giallo bisognerebbe provarli per capire.
A riassumerli con la tastiera ci si mette un po’, sarebbe meglio a voce anche se si rischia la lacrima. Andiamo con la tastiera.
Dal Veneto al Friuli Venezia Giulia le persone mosse da Giulio le riconosci subito: stesso sorriso e smania di scaricare a terra energia convinti che il correre possa contribuire a raggiungere l’obiettivo di Paola e Claudio.
Poi c’è un testimone giallo che passa di mano in mano; qualche volta il passaggio è condito dalle parole di chi indossa la fascia tricolore altre volte solo con le parole dei podisti. In questo caso le fasce tricolori guardano altrove. Sobh.
Le previsioni meteo volgono al peggio. Pioggia ovunque, dicono. “Giulio però fa cose” e ci piace pensare che abbia preso a calci le nuvole: niente acqua e solo sole sui runners.
Alla fine i podisti saranno circa 120. C’è chi ha corso un solo km e chi ha deciso di regalarsi la sua prima maratona con la tshirt “Io Corro per Giulio”. E poi lacrime in piazza.
Piovego, Brenta, Sile, Piave, Livenza. Lo striscione “Verità per Giulio Regeni” risale i fiumi, attraversa i paesi. A San Donà ci accolgono in festa unendo i loro striscioni al nostro. Gli striscioni appesi alle case si moltiplicano più ci si avvicina al traguardo. Padova, Stra, Mira, Precenicco, Torviscosa: qui riusciamo a sederci sulle panchine gialle che ricordano Giulio.
Gli ultimi cento metri sono un po’ da brivido: chi di noi è in bici riconosce Paola, Claudio e la loro cornice gialla: sono lì che ci aspettano. Percepiamo che non si aspettavano così tanti podisti all’arrivo col palloncino giallo appeso al braccio.
L’ultimo testimone è consegnato da un ragazzo ipovedente e dalla sua guida: loro hanno corso una decina di chilometri.
E poi ci siamo noi che abbiamo vissuto l’evento dall’interno. Quelli che ogni 5 km allestiscono i ristori per chi corre, quelli che pedalano tra le regioni e quelli che attivano e spengono i microfoni per ogni tappa. Quelli del potente staff che ambiscono a strappare un sorriso e a dare una carezza a Paola e Claudio convinti che a stargli accanto si diventa migliori.
